Vai al contenuto principale
Vista aerea del golfo di Saint-Florent e del Capo Corso, barca a vela Eridu in navigazione
Guida completa

Il golfo di Saint-Florent : guida completa

Un golfo di 30 km² al cuore della Corsica del Nord, racchiuso tra Capo Corso e Agriati, da sempre crocevia tra Genova, Pisa e la Francia. Le sue torri genovesi vegliano ancora oggi su 40 km di costa selvaggia.

di golfo
30 km² di golfo
prima Torre della Mortella
1539 prima Torre della Mortella
Martello Towers ispirate
103 Martello Towers ispirate
AOP Patrimonio creata
1968 AOP Patrimonio creata

Il golfo di Saint-Florent in sintesi

Il golfo di Saint-Florent è un’insenatura di 30 km² sulla costa nord della Corsica, racchiusa tra il Capo Corso a est e il deserto degli Agriati a ovest. È uno dei più bei golfi del Mediterraneo, lungo a lungo ricercato dai navigatori per la qualità dei suoi ormeggi naturali e oggi apprezzato per i suoi contrasti paesaggistici.

A nord, il Capo Corso dispiega le sue falesie di scisto, le sue torri genovesi e i suoi villaggi arroccati. A sud, gli Agriati offrono 40 km di costa selvaggia e tre spiagge mitiche. Al centro, Saint-Florent, capitale del Nebbio, con il suo porto turistico, il suo nucleo medievale e il suo vigneto AOP Patrimonio.

Per un viaggiatore che ha solo qualche giorno in Corsica del Nord, il golfo di Saint-Florent concentra tutto ciò che fa la specificità dell’isola : storia genovese, biodiversità marina, gastronomia, vigneto, e mare di una rara trasparenza.

Una storia segnata da Genova, Pisa e Francia

Il golfo di Saint-Florent è un crocevia di influenze mediterranee da almeno duemila anni. Romani, Pisani poi Genovesi si succedettero qui, ciascuno lasciando tracce architettoniche : la cattedrale di Santa Maria Assunta (XII secolo) di stile pisano, la cittadella genovese del XV secolo, e soprattutto la rete di torri genovesi che cinge il litorale.

I genovesi controllarono la Corsica dal XIII al XVIII secolo. Per proteggersi dai raid barbareschi venuti dal Nord Africa, costruirono lungo tutte le coste dell’isola una novantina di torri di avvistamento, di cui diverse sul golfo : la Torre della Mortella (1539), la torre di Negro, la torre di Mortella di Farinole. Queste torri funzionavano in rete : un fuoco acceso al loro sommo trasmetteva il segnale di una minaccia di villaggio in villaggio in pochi minuti.

Nel 1768, dopo aver venduto l’isola alla Francia, Genova lascia il posto alle amministrazioni reale poi repubblicana. Pasquale Paoli, padre della Corsica indipendente, costruisce alla fine del XVIII secolo le sue proprie torri di difesa — in particolare quella di Nonza che sovrasta il villaggio.

La Torre della Mortella, sentinella del golfo

La Torre della Mortella è la torre più celebre del golfo di Saint-Florent. Fu costruita una prima volta nel 1539 dai genovesi sulla punta della Mortella (letteralmente “il mirto”, Myrtus communis, abbondante nel sito). Distrutta più volte da assalti, fu ricostruita varie volte fino al XVIII secolo.

La sua celebrità mondiale viene da un assedio decisivo : nel febbraio 1794, una squadra britannica comandata dall’ammiraglio Horatio Nelson investe il golfo di Saint-Florent per scacciare le truppe rivoluzionarie francesi. La Torre della Mortella, difesa da soli 38 uomini, resiste due giorni a un bombardamento intenso. I britannici devono sbarcare e prenderla via terra. La struttura robustissima e l’efficacia del fuoco difensivo impressionano tanto l’Ammiragliato che decide di copiarne il modello.

Oggi, la Torre della Mortella è ancora visibile in mare, all’estremità della penisola che chiude il golfo a nord-ovest. È uno dei punti di riferimento ineludibili delle nostre crociere, particolarmente di quella che porta a Nonza e al Capo Corso.

Nonza e i suoi ciottoli neri

A circa 30 km a nord di Saint-Florent, sulla costa ovest del Capo Corso, Nonza è uno dei villaggi più fotografati della Corsica. Una sessantina di abitanti permanenti, una chiesa sormontata da una torre paolina del XVIII secolo, un caffè, una scalinata vertiginosa che scende verso il mare, e soprattutto una delle silhouette più riconoscibili dell’isola : il villaggio aggrappato a un promontorio di 100 metri sopra le onde.

In basso, una spiaggia di un chilometro di ciottoli scuri, quasi neri. Questa caratteristica unica nel Mediterraneo francese viene da una miniera di amianto sfruttata sul sito di Canari (a pochi chilometri a nord) tra il 1948 e il 1965. Gli scarti minerali, gettati in mare per anni, hanno colorato la sabbia originale. La miniera è stata chiusa a causa del riconoscimento della tossicità dell’amianto; oggi la spiaggia è giudicata sicura per il bagno (l’amianto è una fibra inquinante inalata, non assorbibile per via cutanea), ma il colore inusuale persiste.

Vista dalla nostra barca a vela, Nonza è uno spettacolo : il villaggio bianco-ocra in equilibrio sulla parete, la torre paolina che lo domina, la spiaggia nera ai suoi piedi. È il punto culminante della nostra giornata Capo Corso — Nonza.

Il vigneto AOP Patrimonio

A pochi chilometri da Saint-Florent si estende il vigneto AOP Patrimonio, il primo cru corso ad aver ottenuto il riconoscimento ufficiale di Appellation d’Origine Contrôlée nel 1968. Il terroir è eccezionale : un suolo di scisto e calcare, microclima caldo e secco, esposizione sud, vento marino moderato.

I due grandi vitigni :

  • Vermentinu (vermentino, in italiano) — il bianco — fresco, minerale, con note di agrumi e pesca bianca, ideale con pesce e antipasti.
  • Niellucciu (niellucciu) — il rosso — strutturato, tannico, con sentori di ciliegia nera, mora, spezie. Si abbina ad agnello corso, formaggi stagionati e selvaggina.

Le tenute aperte alla degustazione : Antoine Arena, Domaine de la Punta, Domaine Gentile, Orenga de Gaffory, Domaine Leccia. La maggior parte chiude la domenica. La degustazione è generalmente gratuita o a basso costo, anche se è auspicato un acquisto se si è apprezzato.

A bordo della nostra barca, il vino Giacometi cuvée des Agriates è incluso nel pranzo, servito ben fresco all’ormeggio di una delle nostre spiagge. È un’esperienza gastronomica corsa autentica.

Saint-Florent oggi

Il villaggio di Saint-Florent conta circa 1 600 abitanti in alta stagione. È un piccolo porto turistico di carattere : una cittadella genovese del XV secolo che lo domina, una piazza centrale (Place des Portes) con i suoi caffè, un lungomare che costeggia il porto, e ristoranti di livello variabile.

Il porto turistico ospita circa 750 imbarcazioni, dalle barche da pesca ai yacht. È al pontile E che troverai la nostra barca Eridu, un Bénéteau Oceanis 400 di 12 metri.

Il villaggio è ottima base per visitare l’intera regione : Capo Corso a 30 minuti, deserto degli Agriati a 30 minuti, vigneto Patrimonio a 5 minuti, spiagge cittadine (Roya, Olzo, Tettola) a piedi.

La gastronomia corsa al golfo

Saint-Florent è un buon punto di scoperta della gastronomia corsa. Le specialità da non perdere :

  • Charcuterie : coppa, lonzu, prisuttu (prosciutto), saucisson aux noisettes. Da piccoli produttori del Niolu o di Murato.
  • Formaggi : brocciu fresco (formaggio di pecora simile alla ricotta), tomme di pecora stagionate, formaggi affinati nelle grotte del Niolu.
  • Pesce alla griglia : orata reale, branzino, dentice, san pietro. Spesso pescati in giornata da pescatori del porto.
  • Agnello corso IGP : carne tenera e saporita, ideale arrosto al mirto.
  • Dolci : fiadone (dolce al brocciu, scorza di limone, uova), canistrelli (biscotti al vino bianco e nocciole), migliaccio (focaccia rustica).
  • Liquori : liquore di mirto (sopratutto), acquavite di castagne, cap-corse (aperitivo a base di chinino e vino).

Tutti questi prodotti si trovano sui mercati settimanali di Saint-Florent (domenica mattina) o direttamente da produttori dell’entroterra.

Le spiagge accessibili dal villaggio

Tre spiagge sono raggiungibili a piedi o in auto da Saint-Florent :

  • Spiaggia di Roya : 1,5 km di sabbia chiara a ovest del porto, attrezzata, ombreggiata da tamerici. La preferita delle famiglie. 10 minuti a piedi.
  • Spiaggia di Olzo : 500 m a nord del porto. Più selvaggia, vegetazione bassa. Bel punto al tramonto.
  • Spiaggia di Tettola : meno conosciuta, piccola caletta di sabbia e ciottoli con fondali rocciosi perfetti per lo snorkeling.

Per le spiagge mitiche degli Agriati (Saleccia, Lotu, Ghignu), bisogna prendere il mare — vedi la nostra guida completa al deserto degli Agriati.

Domande frequenti

Da Bastia (35 min in auto sulla D81), da Calvi (1h30 sulla D81), o in nave da Tolone, Marsiglia, Nizza, Livorno, Savona, Genova (Bastia o Calvi come porti d'arrivo). L'aeroporto più vicino è Bastia-Poretta a 25 minuti.

Sì. Tre spiagge sono raggiungibili a piedi o in auto dal villaggio. La spiaggia di Roya (1,5 km di sabbia chiara a ovest del porto, ideale per famiglie) è a 10 minuti a piedi. La spiaggia di Olzo (500 m a nord) è più selvaggia con vegetazione bassa. La spiaggia di Tettola è un segreto meglio custodito : piccola caletta di sabbia e ciottoli con fondali rocciosi perfetti per lo snorkeling. Per le spiagge più mitiche di Saleccia e Lotu, bisogna passare dagli Agriati.

La Torre della Mortella è una sentinella genovese del XVI secolo (la prima nel 1539) costruita per difendere l'ingresso del golfo. Famosa per il suo assedio del 1794 da parte degli inglesi guidati da Nelson, ha ispirato la costruzione di 103 'Martello Towers' nell'Impero britannico. Una sola lettera la separa dal suo nome originale : 'Martello' è una semplice deformazione di 'Mortella'.

Nonza è un villaggio arroccato di 60 abitanti sulla costa ovest del Capo Corso, sospeso a 100 metri sopra il mare. La sua torre paolina del XVIII secolo, costruita sotto Pasquale Paoli, e la sua spiaggia di ciottoli neri (eredità di una miniera d'amianto chiusa nel 1965) ne fanno una delle silhouette più riconoscibili della Corsica.

Il vigneto Patrimonio si estende su nove comuni del golfo. Le tenute Arena, Antoine Arena, Gentile, Orenga de Gaffory e Leccia accolgono i visitatori per la degustazione. La maggior parte è chiusa la domenica. Il vermentinu (bianco) e il niellucciu (rosso) sono i vitigni AOP.

Specialità corse : charcuterie (coppa, lonzu, prisuttu), formaggi (brocciu, tomme di pecora), pesce alla griglia, agnello corso, fiadone (dolce al brocciu). Diversi ristoranti del villaggio servono cucina locale, accompagnata dai vini di Patrimonio. La paillote di Roya è perfetta per una cena al tramonto.

Da metà maggio a metà giugno e da metà settembre a metà ottobre per i tempi migliori (mare caldo, folle moderate, paesaggi lussureggianti). Luglio e agosto sono spettacolari ma molto frequentati. La bassa stagione (novembre-marzo) è dolce ma molti ristoranti chiudono.

Sì, l'itinerario panoramico della D80 fa il giro del Capo Corso (170 km, 5h senza fermate). Villaggi imperdibili : Nonza, Centuri, Macinaggio, Erbalunga. La parte ovest (selvaggia) è più spettacolare di quella est. Da non confondere con la sola visita di Saint-Florent.

Il golfo si capisce meglio dal mare

Giornata Capo Corso — Nonza o giornata completa agli Agriati : due approcci complementari della Corsica del Nord marittima.

Puoi attivare o disattivare ogni categoria di cookie.

Cookie necessari

Necessari al funzionamento del sito : preferenza di lingua, gestione del modulo, protezione anti-spam, memorizzazione del tuo consenso.

Sempre attivi